La Corsa Selvatica

Riccardo Coltri, La Corsa Selvatica (2009) - FANTASY - Edizioni XII - Eclissi - 2009 - pagine 184 - prezzo 13,00 euro - giudizio: ottimo

"Eadem mutata resurgo"

[J. Bernoulli]

 

La gente di confine tra un’Italia ottocentesca e un Tirolo che ancora vuol dire Impero d’Austria sa bene come sono gli inverni in montagna: neve, oscurità e strane storie attorno al fuoco, quelle che i bambini chiamano favole e gli adulti forse preferiscono non sentire.

 

Nelle contrade della Lessinia, qualcosa di antico si è svegliato, dopo vari anni dalla fine di una Guerra che non è certo quella d’unificazione del Regno.

Creature strane e feroci cominciano a uscire dai boschi, nel buio delle notti più lunghe dell’anno, e non si tratta solo di contrabbandieri.

 

Giungono voci di morti e di contagi, ma anche una parola tanto antica quanto il Regno d’ Italia è giovane: Stregheria, l’Antica Religione, i cui afflati mai estinti dimostrano come la magia del male sia alla fine sempre la stessa, attraverso il tempo e le generazioni, dai ghiacci del Nord al sole Mediterraneo, fino ai deserti oltremare.

 

Esiste una sezione speciale dell’Esercito Regio che si occupa di far luce su questi fatti, e soprattutto di intervenire laddove l’arma tradizionale delle guardie di dogana non arriva.

Sensitivi, janare, preti e soldati dell’occulto al servizio dell’ Ufficio Informazioni dello Stato Maggiore del Regio Esercito cominciano ad arrivare nella regione “fra il lago e le Sine”, alla spicciolata, ma con tanto di firme e stemmi, per iniziare la loro ricerca.

Tuttavia non è certo chi sarà il cacciatore e chi la preda.

 

Covre e i suoi fantasmi, Maddalena la strega, Obkircher con il bastone inciso di preghiere sono capaci di “riconoscere i fatti” e sanno che il segno della croce non basta davanti allo scatenarsi delle antiche magie. Vecchi dèi dimenticati possono risorgere se qualcuno trova un libro — Il Libro –, varca una porta proibita e risveglia i demoni che "corrono".

 

Il romanzo di Riccardo Coltri è una favola nera che racconta la propria storia già nel titolo: inseguimenti e fughe nascosti dal silenzio e dalla neve, dove l’uomo è sempre meno Uomo e il confine con la bestia sempre più ambiguo. E bagnato da scoppi di violenza e sangue.

 

La struttura stessa del libro — un incipit che introduce vari racconti connessi fra loro — ha il disegno di un simbolo arcano: indizi, fatti e rimandi fanno emergere via via personaggi e situazioni capaci di assumere all’improvviso un ruolo definito, un significato inequivocabile.

 

Lo stile asciutto e spietato — eppure ricco d’immagini — e i dialoghi dal realismo sconcertante, rendono questa storia di potere e morte straordinariamente verosimile pur nella sua dimensione fantastica.

 

La Corsa Selvatica è quella Caccia Selvaggia — filtrata dall’immaginario dell’autore — che, secondo il mito europeo, erompe dalle tenebre nelle notti di Mezz’Inverno dando vita a una furiosa sarabanda di anime dannate, divinità pagane e guerrieri con pelli di lupo, dove Beatrik o Dietrik (Teodorico da Verona?) cavalca con Aradia figlia di Diana fra creature da incubo, livide luci infernali, e una muta di cani dal manto nero e gli occhi fiammeggianti.

 

Coltri è capace di affondare tra le radici di uno dei terrori atavici dell’uomo, costringendo a non voltare lo sguardo: la paura del buio e della notte, simboli di un Altro Mondo da cui tutto può uscire, costringendo i vivi a chiudersi nelle case recitando preghiere e scongiuri. E, a volte, a sbarrare le finestre e armare i fucili.

 

Come in Zeferina, anche qui l’autore si immerge nello spirito più oscuro della propria terra, mescolando leggende, fantasia, storia e l’aria che ha respirato.

 

Se il folklore è rielaborazione di realtà e mito, in questo libro si assiste a una “rielaborazione della rielaborazione”, all’evocazione di atmosfere che colpiscono il lettore a livello irrazionale, trasmettono sensazioni più che descrivere immagini e suscitano un’inquietudine che prende allo stomaco: un esempio del migliore Dark-Fantasy.

Autore: Cristina Donati - Data: 11 gennaio 2010

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Commenti

1 Promette proprio bene! :D Ah! Non vedo l'ora di finire con questa tesi per darmi alla Lllettuuuuraaaaaaa!!!! :burning

» postato da un muspeling alle 07:38 del 11-01-2010

2 «Promette proprio bene! :D Ah! Non vedo l'ora di finire con questa tesi per darmi alla Lllettuuuuraaaaaaa!!!! :burning» OT... posso avere una piccola speranza che tu addenti ancora il mio Schuttelbrot per vedere se dopo qualche mese a prender l'umido si è un po' smollato? Fine OT. Un "quattro stelle" di Kinzica è una garanzia. Cercherò questo libro.

» postato da uljanka alle 09:48 del 11-01-2010

3 Le mie prospettive future si sono inevitabilmente ristrette a Marzo o Dama Oscura, e sono così strette che dopo... boh?! Potrebbe succedere di tutto! :D

» postato da un muspeling alle 10:23 del 11-01-2010

4 Ho letto 2/3 di libro e la sensazione è la stessa provata con "Zeferina" (letto il mese scorso), ossia che i singoli capitoli abbiano più forza evocativa rispetto al disegno generale. Di questi, i primi sono particolarmente interessanti, strutturati in modo da mantenere un collegamento diretto tra di loro a mo' di Matrioška. I successivi, invece, sono quasi a compartimento stagno, apparentemente distaccati dal resto; ma aspetto di terminare il romanzo per tirare le somme. Lo stile, ancora più sbrigativo, e la struttura dei dialoghi mi ricordano troppo "Zeferina"; non riesco a sentire pienamente un nuovo fascino. Non c'è molto spazio per l'immedesimazione con i personaggi, ma questo ci sta, in fondo i veri protagonisti sono l'atmosfera e i riti che si compiono tra quelle terre. Atmosfera, qui più scura, che comunque è debitrice nei confronti del precedente romanzo di Coltri, e non di poco. È un discorso soggettivo, me ne rendo conto, probabilmente mi aspettavo un nuovo romanzo dell'autore, diverso, mentre l'impressione è quella di avere tra le mani un prolungamento di qualcosa di già visto (da Coltri, ovviamente). Che voi sappiate, fanno parte di una saga?

» postato da by Ax alle 19:16 del 11-01-2010

5 @ By Ax: non credo ci sia una saga (a meno che l'autore non decida ( o abbia deciso) di svolgere qualcuna delle trame presenti. La struttura è molto particolare ^__^, a "stanze" comunicanti, alcune di più e altre di meno. Credo che la parte finale sia illuminante. :wink:

» postato da Kinzica alle 21:21 del 11-01-2010

6 «@ By Ax: non credo ci sia una saga (a meno che l'autore non decida ( o abbia deciso) di svolgere qualcuna delle trame presenti. La struttura è molto particolare ^__^, a "stanze" comunicanti, alcune di più e altre di meno. Credo che la parte finale sia illuminante. :wink:» L'ultima parte, dopo l'entrata in scena di Zamin, è indubbiamente intrigante. La tensione, palpabile e in crescendo, diventa una protagonista importante. Non sono del tutto certo di aver capito il finale. *************** SPOILER ******************** Confesso che non ero molto sul pezzo per cogliere tutte le sfumature. Zamin viene assalito e... diventa parte della Corsa, un cane nero anche lui. Insomma, alla fine perdono tutti. *************** FINE SPOILER ****************

» postato da by Ax alle 21:03 del 12-01-2010

7 « L'ultima parte, dopo l'entrata in scena di Zamin, è indubbiamente intrigante. La tensione, palpabile e in crescendo, diventa una protagonista importante. Non sono del tutto certo di aver capito il finale. » Esattamente quello che hai detto. :burning *************** FINE SPOILER ****************»

» postato da Kinzica alle 21:40 del 12-01-2010

8 letto, bello ma lo sarebbe stato di più se non fosse stato allungato allo stremo per farne un romanzo e non il racconto che probabilmente era in origine (penso, dato che la sensazione che dà è questa).

» postato da Agar Cioccolato alle 18:11 del 08-01-2011

9 Che sia l'evoluzione di un racconto si sa, non è una sensazione. Io credo che uno dei lati riusciti del romanzo sia proprio questa ricostruzione - tra l'altro strutturalmente ineccepibile - attorno al nucleo centrale, cosa che non ho trovato altrettanto efficace in Zeferina (anch'esso ampliato rispetto all'idea originale). Allungare il brodo, secondo me è altro: non ho trovato nulla di inutile o di ripetitivo in questa storia, anzi credo che ci siano tanti spunti appena sfiorati.

» postato da Kinzica alle 21:54 del 08-01-2011

10 «Allungare il brodo, secondo me è altro: non ho trovato nulla di inutile o di ripetitivo in questa storia, anzi credo che ci siano tanti spunti appena sfiorati.» ripetitiovo no, ma troppo frammentario e sbilanciato rispetto al nucleo originlae, secondo me. Si inizia con capitoletti quasi tutti brevissimi e con un protagonista diverso in cui in ognuno si aggiunge questo e quello, si confondono un po' le idee, si allenta la tensione (che molti appunto portano accenni veloci a cose di folklore ma null'altro), poi finalmente inizia la corsa selvatica (che da sola fa 80 pagine, dopo che le precedenti 100 erano spezzettate in un sacco di capitoletti) è la musica migliora: personaggi che non cambiano da una pagina all'altra, narrazione più fluida, storia che si fa più interessante da seguire, peccato che quasi tutto sia stato ampiamente spoilerato dal blocco aggiunto. Ho provato a rileggere velocemente solo La corsa selvatica e basta e l'ho trovato un racconto molto più bello e misterioso della versione allungata.

» postato da Agar Cioccolato alle 12:39 del 09-01-2011

11 Il capitolo della corsa selvatica è il focus del romanzo: ovvio che sia più bello. Da solo è una cosa, insieme al resto è un'altra. Tu preferisci la prima, io la seconda. Il folklore... imho qui non c'è solo quello, ma la rielaborazione, ovvero il punto focale di ciò che dovrebbe essere il fy italiano, come è avvenuto altrove. Purtroppo si ritorna sull'annosa questione mai risolta: cosa è fantasy per un lettore italiano?

» postato da Kinzica alle 13:07 del 09-01-2011

12 « Purtroppo si ritorna sull'annosa questione mai risolta: cosa è fantasy per un lettore italiano?» però non vedo cosa c'entri questo col discorso di prima. Non ne stavo facendo una questione di genere.

» postato da Agar Cioccolato alle 19:31 del 09-01-2011

13 «« Purtroppo si ritorna sull'annosa questione mai risolta: cosa è fantasy per un lettore italiano?» però non vedo cosa c'entri questo col discorso di prima. Non ne stavo facendo una questione di genere.» C'entra in questo senso: quello che tu nel romanzo chiami folklore (in senso, se non ho capito male, riduttivo) per me è qualcosa di più. Nemmeno io ne stavo facendo una questione di genere :wink: Coltri, sempre imho, non ha mostrato semplici tradizioni popolari ma la sua Lessinia fantastica.E' partito dal folklore ma lo ha rielaborato con un risultato che trovo eccellente.

» postato da Kinzica alle 21:09 del 09-01-2011

14 «] C'entra in questo senso: quello che tu nel romanzo chiami folklore (in senso, se non ho capito male, riduttivo) » nessuna accezione negativa, per me non c'è alcun problema se un autore riempie il suo romanzo di folklore oppure di ricette di cucina :D però la aprte aggiunta a me paiono semplicemente delle pagine in cui su sfoggiano e aggiungono particolari di ambientazione che di per sè sono interessanti, ma che col capitolo originale non sono legati tanto bene. Secondo me era meglio se li si aggiungeva dopo, come una sorta di appendici e spin off sul racconto per far comprendere meglio l'ambientazione creata.

» postato da Agar Cioccolato alle 01:45 del 10-01-2011

15 In tal caso, potresti dire che il libro è slegato, che Coltri non è riuscito ad amalgamare bene le parti aggiunte a quella originaria e non avrei nulla da eccepire sul tuo giudizio. Dire, invece, che il libro è solo il racconto omonimo e il resto non conta o conta poco, e che «c'è solo un sensitivo che si ritrova in un posto "infestato" dove qualcuno fa strani riti.» è ben altra faccenda. Non vorrei che a scaturigine di tutto ciò ci fosse un attaccamento, eccessivo, alle classiche trame imperniate su un protagonista. Quelle saranno anche degnissime, ma un romanzo destrutturato, impegnato più a delineare un'ambientazione che altro, è un altro tipo - degnissimo - di organizzazione interna a un libro. Post-modernista, volendo, come un American Akropolis (All Tomorrow's Parties) di William Gibson, tanto per fare un esempio. Forse non è il tuo caso Agar, ma è che in passato ho beccato certe teorie sul fatto che il Fantasy avesse dei connotati prefissati obbligatori, tra cui - appunto - una trama lineare basata su un protagonista che affronta il Grande Nemico, e ogni volta che ci penso la trova sempre più Stupida! :evil:

» postato da un muspeling alle 09:12 del 10-01-2011

16 «In tal caso, potresti dire che il libro è slegato, che Coltri non è riuscito ad amalgamare bene le parti aggiunte a quella originaria e non avrei nulla da eccepire sul tuo giudizio. » ma veramente è quello che sto dicendo. Si nota troppo che le due parti sono nate separatamente, «Dire, invece, che il libro è solo il racconto omonimo e il resto non conta o conta poco, e che «c'è solo un sensitivo che si ritrova in un posto "infestato" dove qualcuno fa strani riti.» è ben altra faccenda.» il fatto è che La corsa selvatica in sè si regge da sola con le sue ottanta pagine e quel che vi è stato (malamente) aggiunto finisce solo col danneggiarlo. Fosse stato gestito meglio non avrei avuto nulla da ridire sul contenuto degli innesti. Ma mi sembra che per dare spazio ad ambientazione e quant'altro si sia data una spallata alla colonna portante del racconto. « Non vorrei che a scaturigine di tutto ciò ci fosse un attaccamento, eccessivo, alle classiche trame imperniate su un protagonista. Quelle saranno anche degnissime, ma un romanzo destrutturato, impegnato più a delineare un'ambientazione che altro, è un altro tipo - degnissimo - di organizzazione interna a un libro. Post-modernista, volendo, come un American Akropolis (All Tomorrow's Parties) di William Gibson, tanto per fare un esempio. Forse non è il tuo caso Agar, ma è che in passato ho beccato certe teorie sul fatto che il Fantasy avesse dei connotati prefissati obbligatori, tra cui - appunto - una trama lineare basata su un protagonista che affronta il Grande Nemico, e ogni volta che ci penso la trova sempre più Stupida! :evil:» di tutte queste menate a me non è mai fregato nulla. Leggo romazi e racconti molto diversi fra loro e se una cosa è bella è bella, poco importa quale sia il genere, il sottogenere, il modo di narrare, i significati nascosti, i diversi piani di lettura. Non è il mio caso.

» postato da Agar Cioccolato alle 11:32 del 10-01-2011

17 Va bene, non hai trovato ben amalgamati i capitoli del libro. Nulla da dire, è una tua percezione. Sulla "colonna portante" del racconto e sulle "menate", invece, rimango perplesso. Il gusto nel leggere agisce spesso sub razionalmente, poi ci si pensa su e magari si riesce a teorizzare ciò che ci ha colpito in bene o in male. Il fatto di non essersi mai posto il problema del perché piaccia una lettura o meno, non esclude a priori la validità della teorizzazione. Il fatto che tu consideri tanto preponderante e "colonna" portante, il racconto con Zanin protagonista e gli altri così poco significanti mi lascia, dal punto di vista su menzionato, dubitoso. Comunque, non c'è alcun bisogno di scavare altre. Pacem. L'esperimento di Coltri per me è interessantissmo quanto valido, ma non a tutti possono piacere gli esperimenti, le ibridazioni, quanto i percorsi di avvicinamento, e la reazione delle persone allo stesso altrettanto m'intriga. Chiedo venia se ho posto tanto l'accento sul tuo gusto, ma si tratta di mia forma mentis in action.

» postato da un muspeling alle 12:50 del 10-01-2011

18 Apparso oggi sul blog dell'autore: http://zeferina.splinder.com/post/23764079/la-corsa-selvatica-zeferina-mitologie-scenario

» postato da un muspeling alle 15:38 del 10-01-2011

19 Coltri non mi dispiace. Ho letto l'estratto gratuito de la Corsa Selvatica e l'ho trovato piuttosto buono. Semplicemente meraviglioso che abbia preso lo stesso voto di un disastro illegibile come Amon.

» postato da Zweilawyer alle 16:55 del 10-01-2011

20 «. Semplicemente meraviglioso che abbia preso lo stesso voto di un disastro illegibile come Amon.» quasi quanto il fatto che, nonstante tu sia qui da parecchio, non abbia ancora presente che: 3. Il voto viene deciso dal recensore ed è espresso in stellette - da 1 a 5. È molto importante capire che le 3 stelle del Recensore A non sono le 3 stelle del Recensore B: ognuno ha il proprio metro di giudizio. In pratica, è sbagliato e fuorviante fare paragoni tra i voti delle varie recensioni. (regole sulle rece librarie di FM presenti in cima a queso stesso canale) Però, siccome sei tutt'altro che una persona stupida, come spiegazione mi resta purtroppo solo la malafede. E in questi casi è sempre un peccato, e il mio non è sarcasmo ma autentico rammarico.

» postato da Marina alle 18:10 del 10-01-2011

21 «Apparso oggi sul blog dell'autore: http://zeferina.splinder.com/post/23764079/la-corsa-selvatica-zeferina-mitologie-scenario» Grazie per la segnalazione muspeling :) : articolo interessante, che fa chiarezza su un mito di cui si sente parlare, ma che è poco conosciuto. Coltri non è l'unico ad averne parlato: già Guy Gavriel Kay nel ciclo di Fionavar l'ha mostrata (e aggiungo molto bene), rivelando come questa sia una forza che trascende il bene e il male, che non sta da nessuna parte, ma segue solo la propria natura.

» postato da M.T. alle 18:17 del 10-01-2011

22 Riprendo l'argomento perchè quando scrivo una recensione rifletto molto sul libro che ho sottomano, prima, durante e dopo, tenendo conto di tutte le opinioni. Poi continuo a pensare come mi pare, ovviamente. Riguardo alla Corsa Selvatica, posso dire questo: E' un libro dallo schema anomalo che ha però una struttura senza difetti. Ogni parte ha un suo significato e serve, imho, a completare un quadro. E' così difficile spendere un minimo di energia in più per apprezzare un libro o siamo così impoveriti da gradire solo i soliti facili ovvi stupidi banali romanzi leggendo i quali ogni nostro neurone se la dorme di gusto? Non discuto sui gusti, ma sulla volontà di allenare il nostro cervello, SI! Che poi piaccia o meno, è una questione diversa. La Caccia Selvaggia, qui trasformata nella Corsa Selvatica, è un aspetto della mitologia globale europea che non può non essere noto a chiunque ami il fantasy e le sue origini. E' un libro horror fantasy, che imho segue l'unica via possibile di un fantasy italiano. Altri orrori pubblicati da autori nostrani sono davvero cataloghi di feste di paese fotocopiate. Questo libro imho non lo è. Il libro di Coltri è nato da un'idea, uno stimolo, che si trova anche in Zeferina (qui sviluppato diversamente): il contatto di un uomo con l'irrazionale che fa paura perchè è quotidiano. Un sensitivo che fa strani riti? Tutto qui? Ok, butta via il libro Agar, se mi posso permette un consiglio ^__^ P.S. Zweilawyer, quando hai finito di spazzare il cortile, prova a concentrarti sul concetto recensione. Non è difficile. Ah, quando arrivano gli ospiti,levati di torno, non voglio fare brutta figura, sai com'è.

» postato da Kinzica alle 21:03 del 10-01-2011

23 «Il fatto che tu consideri tanto preponderante e "colonna" portante, il racconto con Zanin protagonista e gli altri così poco significanti mi lascia, dal punto di vista su menzionato, dubitoso. » dubitoso in che senso? Inizialmente la corsa selvataica era solo quel pezzo a cui sono stati aggiunti gli altri capitoletti, è molto più lungo rispetto agli altri ed è la parte scritta meglio. Tolta quella rimarrebbe poi tanto del romanzo, anche se sarebbero un centinaio di pagine. Mi sembra sia sufficiente per definirla colonna portante. «L'esperimento di Coltri per me è interessantissmo quanto valido, ma non a tutti possono piacere gli esperimenti, le ibridazioni, quanto i percorsi di avvicinamento, e la reazione delle persone allo stesso altrettanto m'intriga. Chiedo venia se ho posto tanto l'accento sul tuo gusto, ma si tratta di mia forma mentis in action.» ma aridaje... non è questione di genere, di esperimento non gradito... io di solito mi vado a cercare romanzi con trame assurde e spesso apprezzo per l'originalità delle idee di base o di scrittura roba che poi tutto sommato non nemmeno granchè. Lo stesso American Akropolis che hai citato ce l'ho e mi è piaciuto, roba molto "classica", narrata in maniera unicamente incentrata su un personaggio o un punto di vista alla fin fine non ne leggo poi tanta. Semplicemente in questo La corsa selvatica, per quando l'abbia nel complesso trovato comunque un libro bello, trovo che i llavoro di rimaneggiamento non sia stato fatto a regola d'arte dato che si nota moltissimo. E visto che girando qua e là nel web siamo un bel po' ad aver avuto quest'impressione, non è che me la son sognata io dopo una cena a base d'impepata di cozze e peperonata. A parere mio e di altri se si nota a tal punto che il racconto è stato allungato si tratta di un difetto, per altri no. Va benissimo, ma non vedo perchè dovrebbe diventare quesitone di gusti o poca apertura mentale verso gli esperimenti (o maggior apertura mentale da parte di chi invece l'ha apprezzato comunque). « Riprendo l'argomento perchè quando scrivo una recensione rifletto molto sul libro che ho sottomano, prima, durante e dopo, tenendo conto di tutte le opinioni. Poi continuo a pensare come mi pare, ovviamente. Riguardo alla Corsa Selvatica, posso dire questo: E' un libro dallo schema anomalo che ha però una struttura senza difetti. Ogni parte ha un suo significato e serve, imho, a completare un quadro. E' così difficile spendere un minimo di energia in più per apprezzare un libro o siamo così impoveriti da gradire solo i soliti facili ovvi stupidi banali romanzi leggendo i quali ogni nostro neurone se la dorme di gusto? Non discuto sui gusti, ma sulla volontà di allenare il nostro cervello, SI! Che poi piaccia o meno, è una questione diversa. La Caccia Selvaggia, qui trasformata nella Corsa Selvatica, è un aspetto della mitologia globale europea che non può non essere noto a chiunque ami il fantasy e le sue origini. E' un libro horror fantasy, che imho segue l'unica via possibile di un fantasy italiano. Altri orrori pubblicati da autori nostrani sono davvero cataloghi di feste di paese fotocopiate. Questo libro imho non lo è. Il libro di Coltri è nato da un'idea, uno stimolo, che si trova anche in Zeferina (qui sviluppato diversamente): il contatto di un uomo con l'irrazionale che fa paura perchè è quotidiano. Un sensitivo che fa strani riti? Tutto qui? Ok, butta via il libro Agar, se mi posso permette un consiglio ^__^ » Kinzica, io nemmeno discuto i gusti delle persone manemmeno mi permetto di dare (pur sottilmente) del cretino a chi non ha la mia stessa opinione su un libro. Se tu dalle mie parole deduci addirittura che non alleno il mio cervello, leggo superficialmente e gradisco solo i soliti facili ovvi stupidi banali romanzi leggendo i quali ogni nostro neurone se la dorme di gusto grazie tante ma io e te chiudiamola qui, che non ho intenzione di discutere con qualcuno che cade così in basso durante uno scambio di opinioni che più pacifico di così non si può. Saluti.

» postato da Agar Cioccolato alle 07:52 del 11-01-2011

24 Li avevo beccati pure io alcuni dei commenti che sono sparsi sul web e proprio per quello mi è venuto il sospetto di una lamentazione nata dall'attaccamento al racconto character based e con trama più o meno semplice. Ma come già detto, non mi scompongo tanto se hai avuto l'impressione di un romanzo poco amalgamato, è una tua percezione. Tanto per intenderci: non esiste l'oggettività in quasi niente, recensioni incluse. Se dici "per me" non ho problemi, se dici "è così e basta" allora problemi ne ho, ma ti lascio alle tue certezze e continuo per la mia strada. Trovo ancora riduzionista il giudizio che avevi dato sul "sensitivo che sta in luogo dove si fanno strani riti", qui la percezione tua ha avuto la risposta dell'autore, il tema della Caccia Selvaggia c'è ed è stato rielaborato, ce n'è di ottimo lavoro da parte dell'autore. Che non ti sia piaciuto il risultato è un conto, giudizi assoluti sono un'altra storia. :roll:

» postato da un muspeling alle 08:03 del 11-01-2011

25 «Li avevo beccati pure io alcuni dei commenti che sono sparsi sul web e proprio per quello mi è venuto il sospetto di una lamentazione nata dall'attaccamento al racconto character based e con trama più o meno semplice. » a me no, anche perchè motli di quelli che ho letto io erano opinioni argomentate e di gente che come me aveva comunque apprezzato il libro. Nonmi sembravano giudizi dettati da superificialità o paraocchi, maprobabile che non abbiamo nemmeno letto gli stessi commenti. «Ma come già detto, non mi scompongo tanto se hai avuto l'impressione di un romanzo poco amalgamato, è una tua percezione. Tanto per intenderci: non esiste l'oggettività in quasi niente, recensioni incluse. Se dici "per me" non ho problemi, se dici "è così e basta" allora problemi ne ho, ma ti lascio alle tue certezze e continuo per la mia strada.» vabbè,ma uno deve stare a scrivere in ogni suo post "per me per me per me" in continuazione? Si sta parlando di opinioni su un libro, è normale che un'opinione sia personale. « Trovo ancora riduzionista il giudizio che avevi dato sul "sensitivo che sta in luogo dove si fanno strani riti", qui la percezione tua ha avuto la risposta dell'autore, il tema della Caccia Selvaggia c'è ed è stato rielaborato, ce n'è di ottimo lavoro da parte dell'autore. Che non ti sia piaciuto il risultato è un conto, giudizi assoluti sono un'altra storia. :roll:» musp, chiamasi ironia e in un contesto in cui si parlava di etichette di genere, non del valore in sè dell'opera. Ho ironicamente riassunto con quelle poche parole la trama per dire che, secondo me, andando a guardare La corsa selvatica intesa come le famose ottanta pagine l'elemento horror spadroneggia rispetto a qualsiasi altro e chi quindi mi sembra più giusto etichettarlo come tale. Sui contenuti, sul lavoro di ricerca dell'auitore, sulle sue intenzioni... ma chi ha detto mai nulla?

» postato da Agar Cioccolato alle 08:11 del 11-01-2011

26 Non so da quanto tempo navighi per forum, Agar, ma guarda che molte discussioni "infiammate" sono partite e sono andate avanti per paginate e paginate perché qualcuno ha parlato in modo perentorio, dimenticando per strada i santi "per me", "secondo me" e compagnia bella. Nel caso specifico, io ho reagisto proprio a causa della tua ironia. Su internet non c'è molto modo di comunicare i toni e gli equivoci scappano spesso. :wink:

» postato da un muspeling alle 08:48 del 11-01-2011

27 «Non so da quanto tempo navighi per forum, Agar, ma guarda che molte discussioni "infiammate" sono partite e sono andate avanti per paginate e paginate perché qualcuno ha parlato in modo perentorio, dimenticando per strada i santi "per me", "secondo me" e compagnia bella. » saran un 7 anni... gente che non accetta le opinioni altrui e ci sputa pure in un occhio a chi non è d'accordo ne ho beccata a vagonate (anche se di solito evito di discuterci una volta riconosciuto il tipo), però non pensavo di aver dato io quest'impressione. Maledetta comunicazione scritta :roll: « Nel caso specifico, io ho reagisto proprio a causa della tua ironia. Su internet non c'è molto modo di comunicare i toni e gli equivoci scappano spesso. :wink:» vabbè, succede ;). In effetti mi stava lascianto un po' basito tutto questo accalorarsi in questa discussione, visto che tra l'altro si era tra persone che dicevano tutte che il libro era bello XD

» postato da Agar Cioccolato alle 09:09 del 11-01-2011

28 « P.S. Zweilawyer, quando hai finito di spazzare il cortile, prova a concentrarti sul concetto recensione. Non è difficile. Ah, quando arrivano gli ospiti,levati di torno, non voglio fare brutta figura, sai com'è.» Con l'articolo sullo steampunk hai già sublimato il concetto di "brutta figura", quindi da te posso accettare qualche dritta. Sulle recensioni non c'è molto d discutere. Se avete dei recensori cui piacciono libri scritti in modo osceno e non editati non è certo colpa mia. Puoi parlare quanto ti pare del carattere soggettivo di ogni recensione, ma con questo ragionamento potresti mettere sullo stesso piano Ancess e Il Signore degli Anelli, la Gioconda e un mio disegno, il Colosseo e una capanna di fango.

» postato da Zweilawyer alle 09:23 del 11-01-2011

29 « Kinzica, io nemmeno discuto i gusti delle persone ma mi permotto di dare (pur sottilmente) del cretino a chi non ha la mia stessa opinione su un libro. Se tu dalle mie parole deduci addirittura che non alleno il mio cervello, leggo superficialmente e gradisco solo i soliti facili ovvi stupidi banali romanzi leggendo i quali ogni nostro neurone se la dorme di gusto grazie tante ma io e te chiudiamola qui, che non ho intenzione di discutere con qualcuno che cade così in basso durante uno scambio di opinioni che più pacifico di così non si può. Saluti.» Agar, il mio discorso/sfogo è partito dalle tue parole (con cui non sono d'accordo), ma è diretto a una tendenza generale che non condivido. Ci sei cascata un po' nel mezzo, e mi spiace. Se ti ho dato l'impressione di giudicarti cretina in base ai tuoi gusti o argomentazioni, non è affatto così.

» postato da Kinzica alle 09:27 del 11-01-2011

30 «Con l'articolo sullo steampunk hai già sublimato il concetto di "brutta figura", quindi da te posso accettare qualche dritta. » OT/ ho ben poco da insegnarti. E ora la chiudo qui.

» postato da Kinzica alle 09:29 del 11-01-2011

31 «Se ti ho dato l'impressione di giudicarti cretina in base ai tuoi gusti o argomentazioni, non è affatto così.» Be', se non altro quest'accozzaglia di fraintendimenti mi ha rivelato una verità: Agar Cioccolato è femmina! Avevo sempre pensato che fosse un maschietto... <img src=:">

» postato da Negróre alle 10:54 del 11-01-2011

32 « Sulle recensioni non c'è molto d discutere. Se avete dei recensori cui piacciono libri scritti in modo osceno e non editati non è certo colpa mia. Puoi parlare quanto ti pare del carattere soggettivo di ogni recensione, ma con questo ragionamento potresti mettere sullo stesso piano Ancess e Il Signore degli Anelli, la Gioconda e un mio disegno, il Colosseo e una capanna di fango.» quando qualcuno si offre di fare una rece, se ne assume oneri e onori. Non è possibile, per nessuna testata, per ovvi motivi di tempo, far leggere il libro a tutta la redazione per controllare qual è l'opinione di maggioranza. Tu hai un sistema alternativo fra i due per caso? Se sì siamo ansiosi di conoscerlo. Ricordo fra l'altro che tu sei quello che ha l'abitudine di recensire un libro già dalla quarta e non mi sembra un gran criterio oggettivo, come già ti spiegai in una vecchia discussione. Se un redattore recensisce bene un libro che è scritto oggettivamente male oppure semplicemente che a un altro lettore ha fatto schifo, quel lettore ne terrà conto in futuro e l'autorevolezza di quel recensore da lì in poi sarà inattendibile ai suoi occhi. It's as simple as that.

» postato da Marina alle 10:56 del 11-01-2011

33 Mai recensito un libro dalla quarta. Evita di attribuirimi cose che non ho fatto.

» postato da Zweilawyer alle 11:16 del 11-01-2011

34 «Mai recensito un libro dalla quarta. Evita di attribuirimi cose che non ho fatto.» va bene, vogliamo dire 'tagliargli e cucirgli addosso un abito completo', allora? questione di terminologia ma scegli pure, se ti fa piacere, il concetto resta uguale. Tu hai bollato come una schifezza un saggio che non hai letto, sulla base: 1. del fatto che era un saggio su una serie che disprezzi perché (in gigantesca ignoranza, lasciatelo dire, non è un 'offesa ignorare un argomento ma resta cmq un fatto) ritieni che sia per bambini; 2. del fatto che, in altrettanta ignoranza (o superficialità, se preferisci, fai tu per me è uguale), ritieni la letteratura per bambini roba di serie b; 3. del fatto che, analizzando la quarta, hai confermato in base a quella il tuo pregiudizio già enorme in virtù dei primi due punti. Poi il saggio in questione potrà anche essere una boiata (non l'ho letto, non posso dire, ho solo letto recensioni negative, su questo ti do atto, ma almeno loro il libro se lo sono letto e parlano a ragion veduta) ma resta il fatto che la metodologia di cui sopra è aberrante. Come lo è recensire un libro (in questo caso non sei tu il 'colpevole', tranqui, ma i soliti noti crostacei dalla scienza infusa) in base a un estratto on line (il segreto di Krune). Naturalmente la folla stolida e adorante ha preso per oro colato il recensore, ma se si fosse data la briga di leggere il libro avrebbe scoperto quanto il recensore in questione abbia preso una cantonata dietro l'altra, a dimostrazione di ignoranza metodologica e malafede, giudicando un libro che ha un disegno d'insieme non percepibile dalla lettura di un estratto. Avrei anche altri esempi di pura ignoranza applicata al recensire, anche un libro letto interamente, perché per questioni anagrafiche non si è in grado di comprenderne tutti i risvolti (anche se il fatto che quei risvolti esistano migliora di poco al qualità del libro stesso), ma andrei troppo ot e cmq, di nuovo, non sei tu 'l'imputato'...

» postato da Marina alle 11:42 del 11-01-2011

35 Mi sembrava che questo fosse un topic sul romanzo di Coltri... mi sono forse sbagliato? Le impressioni maligne sulla bravura o meno del recensore fatevele in privato. Se non concordate con quello che il recensore ha scritto, ricordando che si tratta sempre di opinione personale, ditelo e fatelo in maniera compleata argomentando il vostro punto di vista; badate bene sul romanzo e non sulle capacità di chi ha recensito, altrimenti astenetevi.

» postato da G.C. alle 12:22 del 12-01-2011

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