Il signore della magia

Raymond E. Feist, Il signore della magia (Magician, 1982) - FANTASY - Editrice Nord - Narrativa Nord - 2004 - traduttore: Annarita Guarnieri - pagine 1 - prezzo 18,50 euro - giudizio: ottimo

Sulle rive di Crydee, un tranquillo avamposto di frontiera del Regno delle Isole, su Midkemia, un orfanello di nome Pug si sforza di apprendere i segreti del grande Mago Kulgan. Il giovane — che grazie al suo coraggio si è conquistato un posto a corte e le simpatie di una giovane principessa — dimostra un notevole talento magico, però si trova misteriosamente a disagio con gli incantesimi più comuni e consueti. Poi, un giorno, in modo del tutto inatteso, le armate di un popolo proveniente da un altro mondo si affacciano alle porte del Regno, minacciandone il futuro... Neanche l’inesperto Pug potrà sottrarsi al conflitto e, insieme con l’amico guerriero Tomas, affronterà una lunga serie di avventure.

 

Questa è una parte della brevissima introduzione che si legge nel risvolto di copertina del voluminoso tomo in oggetto. Tuttavia, quest’opera di Raymond E. Feist è talmente articolata da non poter essere introdotta con poche parole senza umiliarne la ricchezza di contenuti.

L’orfano Pug è soltanto la prima delle molte figure cui ci si affeziona. Subito dopo di lui vengono il suo compagno di giochi Tomas, Kulgan il mago e consigliere del Conte, il Conte stesso, i suoi nobili figli Carline, Arutha e Lyam, il padre spirituale Tully, il capo cacciatore Martin Longbow e così via, di pagina in pagina, in una lunga carrellata, molto vivida e coinvolgente.

Il signore della magia è il primo libro di formazione (leggi, che si focalizza inizialmente su protagonisti ancora bambini per poi seguirne la crescita) di cui ho realmente goduto le prime fasi. Per me è sempre stato come se lo sguardo adulto dell’autore togliesse quel pizzico di caotica magia al mondo visto dagli occhi dei giovanissimi. Ebbene, Raymond Feist è invece riuscito nella rara impresa di coinvolgermi, trasportandomi in modo genuino nello spirito furfantesco dei due amici Pug e Tomas, facendomi sorridere e a volte persino ridere delle loro reazioni e interazioni con gli altri personaggi.

Solo per questo aspetto il libro meriterebbe di essere letto, perché i due protagonisti sono caratterizzati in modo magistrale. Gli altri personaggi? Ce n’è per tutti i gusti e di che leccarsi i baffi. La caratterizzazione è uno dei punti di forza del romanzo.

Ma questo è davvero soltanto l’inizio, perché la storia ha molte sfaccettature. Prima fra tutte, la più godibile, è la diretta conseguenza di una felicissima intuizione dell’autore, che fa entrare in conflitto due mondi completamente differenti, uno di stampo occidentale e uno di stampo orientale. Ebbene, l’effetto ottenuto è credibile e appassionante.

Questa, e molte altre cose, danno alla vicenda un gusto di inaspettato che è difficile da trovare in qualsivoglia romanzo fantasy degli ultimi tempi, imponendo una riflessione.

Il signore della magia fu scritto nel 1982 e ripubblicato nella versione integrale nove anni dopo, nel 1991, grazie al successo ottenuto dall’autore. Stiamo parlando, pensando all’edizione a noi più vicina, di un’opera che ha la bellezza di tredici anni (in realtà ne ha ben ventidue).

In tredici anni sono stati pubblicati molti romanzi e decine e decine di autori: come riesce questo tomo a essere più originale della maggior parte dei testi fantasy finora letti? La risposta, secondo me, è una sola: è un’opera ponderata, tra le cui righe si vede il grandissimo lavoro di ideazione cui si è dedicato Raymond Feist. Le scelte dell’autore non sono soltanto frutto dell’estro, che troppo spesso calca sentieri angusti e diretti all’immediatezza che rasenta la banalità. E così le svolte decise della trama portano il lettore a vivere situazioni sì classiche, raramente mirabolanti, ma comunque testimoni di uno studio esemplare e quindi mai mediocri.

Ciò che brilla in questo romanzo, insomma, è ciò che sembra mancare troppo spesso ad altre opere contemporanee che invece avrebbero dovuto essere più mature, forti di una maggior evoluzione del genere (che invece sembra aver ingenerato “sottocorrenti narrative” involute): la serietà dell’intenzione, il non lesinare sforzi per appagare i lettori, il comprendere che scrivere un romanzo fantasy non è fantasticare e dilettarsi a occhi aperti, bensì è faticare cento per mettere su carta dieci... ma quel dieci, dev’essere un dieci a tutto tondo!

Una rosa senza spine, dunque? Non esiste in natura, lo sapete. La prima puntura è la lunghezza del testo, che potrebbe spaventare e sfiancare più d’uno. Credetemi, però, in questo caso è davvero giustificata. Vi sono poi alcuni momenti in cui il testo rallenta forse un po’ troppo, soprattutto subito dopo la prima parte, ma questi cali d’intensità vengono compensati da altrettanti episodi davvero evocativi, difficili da dimenticare.

Il signore della magia è un classico del genere fantasy a pieno titolo; mi sento di consigliarlo a tutti. Scoprite anche voi chi è il vero signore della magia... perché, sì, anche questa risposta è tutt’altro che scontata.

Autore: Andrea D'Angelo - Data: 11 maggio 2004

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Commenti

1 Wow a quanto pare sembra davvero un libro imperdibile, questa recensione mi ha fatto mettere in cima alla lista dei libri da comprare questo signore della magia!!!!!!

» postato da (Sara ) alle 22:34 del 01-01-2009

2 Ho l'intera trilogia ancora non letta, credo per una certa noia nei confronti di storie con ragazzini protagonisti. Gusto personale, certo, che spesso indirizza la mia attenzione altrove, ma le parole del recensore ― in questo caso Andrea D'Angelo, cui vanno tutti i miei ringraziamenti per avermi fatto scoprire un autore maturo come Erikson ― rivitalizzano la mia curiosità, e offrono uno spunto di riflessione sul prossimo libro da leggere. :wink:

» postato da by Ax alle 09:40 del 02-01-2009

3 concordo su tutto, e ci aggiungo il tono epico di alcune scene davvero d'impatto. Altro pregio è rappresentato dall'autoconclusività del romanzo, che permette eventualmente di evitare i due libri successivi, che nel complesso formano un unico volume e non sono al livello del signore della magia). Chi si affezionerà alla saga, sappia inoltre che un paio di trilogie successive non sono disponibili in italiano, mentre l'ultima serie, il conclave delle ombre, è in via di completamento, edita da editrice nord e TEA. Si tratta per altro di una saga dalla struttura narrativa davvero originale

» postato da frankifol alle 12:05 del 02-01-2009

4 Qundo lessi la trilogia tanti anni fà mi "innamorai" dell'opera e della figura del Valheru.

» postato da Remus alle 17:16 del 03-01-2009

5 ohibò! Lo elencai non più tadi di un mese fa tra i 'libri che vi siete pentiti di evere letto' o qualcosa del genere, ed ecco che spunta fuori una recensione... Non concordo con l'articolo e confermo il mio personale giudizio: uno dei libri più banali e prevedibili che abbia letto.

» postato da Olorin alle 02:17 del 05-01-2009

6 «Non concordo con l'articolo e confermo il mio personale giudizio: uno dei libri più banali e prevedibili che abbia letto.» Interessante, Olorin, ma puoi ampliare il tuo giudizio? Vorrei capire meglio in che modo si avvertono banalità e prevedibilità, tenendo presente anche l'anno di pubblicazione, il 1982.

» postato da by Ax alle 10:14 del 05-01-2009

7 Devo essere sincero, l'ho letto parecchio tempo fa e dopo averlo concluso ho inanellato tutta una serie di altri pseudoromanzi molto simili in fatto di 'personaggini' e trame tanto che adesso nomi, luoghi e situazioni si scambiano e si confondono nella mia memoria. Delle mie sensazioni in merito all'opera sono certissimo, ma se mi chiedi di entrare nel dettaglio, devi darmi almeno una serata per rivedere i commenti che ho annotato direttamente sulle pagine del libro. Perché dovrei tenere conto dell'anno di pubblicazione? I miei riferimenti alla 'banalità' e alla 'prevedibilità' riguardano la caratterizzazione dei personaggi e non tanto le trovate squisitamente fantasy. Pur nella mia ignoranza incolmabile, ho letto alcuni libri scritti nei primi anni del '900 capaci di emozionarmi e sorprendermi proprio per lo spessore delle figure umane in essi narrate. Certo talento è trasversale ai generi e alle epoche. ciao

» postato da Olorin alle 11:34 del 05-01-2009

8 Olorin, grazie, non preoccuparti per i maggiori dettagli, volevo solo capire gli eventuali 'contro' di questo romanzo senza scavare nelle tue memorie. Ho fatto riferimento all'anno di pubblicazione perché definivi il libro banale e prevedibile, non le caratterizzazioni in esso contenute. Per quelle dovrò fare i conti con le mie impressioni personali. :wink:

» postato da by Ax alle 11:53 del 05-01-2009

9 Mi sembra di capire che Feist sia un autore serio, ma non lo sento nominare spesso — il che, ai miei occhi, non significa nulla — e anche qui ho letto pochi (ma buoni) pareri a riguardo. Mi domando: ha fatto il suo tempo o rientra tra quegli autori dotati di maturità spesso snobbati dalla stragrande maggioranza (piccola provocazione) dei lettori?

» postato da by Ax alle 14:12 del 15-01-2009

10 «Mi sembra di capire che Feist sia un autore serio, ma non lo sento nominare spesso — il che, ai miei occhi, non significa nulla — e anche qui ho letto pochi (ma buoni) pareri a riguardo. Mi domando: ha fatto il suo tempo o rientra tra quegli autori dotati di maturità spesso snobbati dalla stragrande maggioranza (piccola provocazione) dei lettori?» Feist è un grande, grandissimo autore. La trilogia di Crydee è veramente imperdibile, sopratuttto Il Signore della Magia che affermo essere uno dei migliori fantasy letti. Purtroppo gli editori italiani a parte questa trilogia hanno tradotto poco altro, e quel poco sicuramente non corrisponde alle opere migliori di Feist. In LEGGERE FANTASY c'è un topic molto interessante su quest'autore, ti consiglio di buttarci un'occhio... vedrai che troverai elencate tutte le sue opere (e sono tantissime) in ordine cronologico visto chela maggior parte sono legate allo stesso "universo letterario" del Signore della Magia.

» postato da DiVega alle 15:31 del 15-01-2009

11 DiVega, grazie della dritta :D : stesso titolo, canale diverso. Mi era scappato. Per praticità, riporto sotto il link: http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=2278&postdays=0&postorder=asc&start=0

» postato da by Ax alle 15:42 del 15-01-2009

12 Mi unisco al gruppo di lettori di questo romanzo, l'ho appena terminato e posso dire di essere veramente soddisfatto. Fantasy avvincente, non con un ritmo particolarmente incalzante ma piuttosto coinvolgente. Tratta ogni sorta di personaggio, dal possente e abilissimo combattente, al più abile Mago del Regno, alle guardie del corpo, all'astuto forestiero Martin Longbow (il mio preferito!), ai corsari, alle figure diplomatiche del re, duca, principe. Che aggiungere, mi è piaciuto davvero tanto, forse il miglior libro che ho letto. Ho intenzione di proseguire la saga con "l'Incantesimo di Silverthorn" spero che soddisfi le mie aspettative. Ciao!

» postato da (Gianmarco Giunti) alle 09:46 del 21-07-2009

13 Gianmarco, grazie del commento. Sono sempre più convinto che lo troverò bello anch'io. La magia, invece, come viene gestita?

» postato da by Ax alle 20:28 del 21-07-2009

14 la magia non è molto originale. Anzi, diciamolo,è gestita in maniera classica. Senza però arrivare alla sconclusionatezza della magia blu di brooks, il secondo ed il terzo volume sono sotto tono rispetto al primo e formano un unico romanzo.

» postato da frankifol alle 21:02 del 21-07-2009

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