- Da un certo punto di vista…
- Il fenomeno Grogu
- Anche l'occhio vuole la sua parte
- L'occasione per raccontare altre storie
- Come abbiamo accolto The Mandalorian?
- Dove siamo arrivati?
Sono passati ben sette anni dall'ultima apparizione su grande schermo di Star Wars, dopo un periodo nel quale eravamo abituati a un film all'anno tra episodi numerati e prequel.
Poi è arrivato lo spartiacque.
Al crepuscolo del 2019 Disney ha lanciato la sua piattaforma digitale Disney+ e con questa, tra le prime serie ospitate, c'è stata un'incursione nella galassia di Lucasfilm con una coppia di personaggi inusuali ma incredibilmente affascinanti plasmati da Dave Filoni e Jon Favreau, profondi conoscitori del materiale originale e che sembrano divertirsi da matti nel raccontare storie ambientate in quell'universo, da un punto di vista diverso rispetto ai protagonisti canonici.
Da un certo punto di vista…
La serie live action The Mandalorian ha portato Star Wars a raccontare la saga in un modo nuovo, l'ultimo che mancava dopo il cinema, i romanzi, i fumetti, i videogiochi e le serie animate, che avrebbe poi influenzato anche Marvel Studios. Si è arrivati a sfiorare l'esperienza cinematografica in una narrazione dall'ampio respiro, non vincolata alla durata di un film. Fino a quel momento erano le serie animate ad avere molto più spazio narrativo, The Clone Wars e Rebels. Essendo una storia ambientata poco dopo la caduta dell'Impero, The Mandalorian è capitato nel momento giusto della timeline per dare vita a personaggi che i fan hanno amato nelle serie animate, alzando ulteriormente il livello di coinvolgimento.
Il fenomeno Grogu
E a proposito di coinvolgimento, siamo tutti d'accordo che il piccolo Grogu (The Child nei primi episodi) sia l'ariete perfetto per sfondare i cuori dei fan e un pupazzetto già pronto per gli scaffali. Tuttavia, se tralasciassimo per un momento l'aspetto meramente commerciale, si è trattato di una sorpresa assoluta per i fortunati sopravvissuti agli spoiler della prima stagione di The Mandalorian.
Alla fine del primo episodio, che potrebbe sembrare un film di Sergio Leone se la Razor Crest fosse stata una diligenza, se i fucili non fossero blaster e il rivale nella caccia alla taglia fosse stato semplicemente un cecchino molto motivato, l'obiettivo della missione di Mando (non conoscevamo ancora il suo nome all'epoca) poteva essere la cattura di uno spietato fuorilegge, un ricercato, o un bandito che aveva qualche conto in sospeso con gli hutt. Invece ci troviamo di fronte non solo un bambino, ma la versione mignon del grande maestro Yoda che abbiamo imparato ad amare e rispettare. Presentare in questo modo una creaturina così adorabile e indifesa, avendo bene in mente il suo simile ottocentocinquant'anni più anziano è stata una trovata che ha fatto saltare molti sulla sedia, chi vi scrive compreso.
E cosa dire davanti al lunotto posteriore trasformato in abitacolo per Grugu al posto dell'alloggiamento per l'astromecca su quella meraviglia di design che era il Naboo N-1 Starfighter, già visto in livrea gialla ne La minaccia fantasma? Nulla, solo applausi per la cura nell'usare sapientemente tutti gli strumenti che Star Wars sa offrire a chi ne scrive le storie.
Anche l'occhio vuole la sua parte
L'impiego di nuove tecnologie come The Volume, un enorme set a forma di cupola ricoperto di monitor ad alta definizione, ha eliminato la necessità di riprese su green screen poiché gli sfondi venivano proiettati e manipolati in tempo reale direttamente mentre giravano le scene.
L'occasione per raccontare altre storie
Da lì sono arrivate altre occasioni per approfondire le storie che i fan hanno tanto amato, colmando il tempo non raccontato tra Il ritorno dello Jedi e Il risveglio della Forza. Come ha vissuto Obi-Wan Kenobi mentre vegliava sul piccolo Luke Skywalker? Come si è sviluppata la ricerca di Ahsoka e Sabine dopo Rebels? Boba Fett è davvero morto nelle viscere del Sarlacc? Come vive la galassia dopo la caduta dell'Impero vista degli occhi di ragazzini in un'avventura piratesca con tutto il sapore dei film anni Ottanta e Novanta?
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