- Un film sulla connessione tra esseri umani, animali e natura
- Le voci italiane: giustizia, empatia e amore per gli animali
- Tecnologia, fantascienza e intelligenza artificiale
- Mescolanza di generi e riferimenti cinematografici
- Dalla ricerca sul campo all’attivismo
A Roma, il 3 marzo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Jumpers – Un salto tra gli animali, il nuovo film Disney Pixar diretto da Daniel Chong e prodotto da Nicole Paradis Grindle, che arriverà nelle sale italiane con le voci di Tecla Insolia, Giorgio Panariello, Rossella Izzo e Francesco Prando, tutti presenti alla conferenza.
Un film sulla connessione tra esseri umani, animali e natura
Fin dalle prime battute, Chong e Grindle hanno sottolineato come il cuore del film sia l’idea di connessione e coesistenza tra gli esseri viventi. Per me il film ha sempre parlato di connessione, di coesistenza… la verità è che siamo tutti animali e che siamo tutti collegati con tutte le creature che sono presenti sul pianeta", è stato ribadito, ricordando anche la responsabilità reciproca “gli uni nei confronti degli altri sulla faccia della terra
.
Una frase pronunciata in scena dal personaggio di Re George – animali e uomini tutti sotto lo stesso cielo
– è stata citata in sala come chiave del film e come riflessione sui tempi complessi che stiamo vivendo.
Le voci italiane: giustizia, empatia e amore per gli animali
Tecla Insolia, voce della giovane protagonista Mabel, ha spiegato di essersi riconosciuta nel senso di giustizia del personaggio: È stato molto bello aver avuto la possibilità di doppiare un personaggio che ha un grandissimo senso della giustizia e una grande consapevolezza del fatto che senza gli altri, senza il mondo che ci circonda non siamo niente.
Insolia ha legato il film ai temi ambientali e generazionali: Siamo spettatrici e spettatori di una generazione assolutamente cosciente dei problemi ambientali e delle nostre responsabilità… io sarò sempre dalla parte delle persone e degli animali che vengono oppressi.
Per Giorgio Panariello, al suo primo doppiaggio d’animazione nei panni del castoro Re George, l’esperienza è stata doppiamente significativa: È stato per me un’esperienza meravigliosa… io poi sono un animalista convinto, per cui dare la voce agli animali sarebbe il mio sogno.
Quanto al rapporto con la natura, Panariello ha ricordato anche il tema della tecnologia: Per il momento credo che sia ancora in mano nostra il pallino… la tecnologia bisogna vedere come la utilizzi: si può usare per armarsi, così come per salvare il mondo.
Rossella Izzo, Regina degli insetti, ha raccontato la sua immersione nel personaggio: Mi ha dato una profondissima emozione doppiare la Regina degli insetti, perché sono diventata un po’ lei… sono entrata dentro a quelle ali e ho volato insieme a lei.
Izzo ha insistito sull’urgenza del messaggio: Questa connessione tra esseri umani e animali è un pensiero molto profondo che dobbiamo imparare ad amare tutti… spero davvero che la tecnologia non riesca a sopraffare la mente umana che è piena di spirito, sentimenti e luce.
Francesco Prando, voce del sindaco Jerry, ha ricordato quanto gli animali abbiano da insegnare: la loro presenza, la fiducia, la lealtà e la capacità di capirti con uno sguardo
, rendono la convivenza con loro una nostra vera e propria necessità, di cui non possiamo fare a meno.
Tecnologia, fantascienza e intelligenza artificiale
Interpellati sul rapporto tra umanità e tecnologia, regista e produttrice hanno spiegato che Jumpers utilizza gli strumenti della fantascienza per interrogarsi sul presente. I grandi film di fantascienza possono essere una parabola che ci ammonisce su come le cose possono andare storte, ma ci dà anche speranza per il futuro
, è stato detto, sottolineando come nel film la tecnologia possa essere sia alleata sia minaccia, dipende da come la utilizziamo, questo vale anche per l’intelligenza artificiale.
Grindle ha chiarito che il film non è stato realizzato con AI generativa: Non abbiamo utilizzato nessuna intelligenza artificiale generativa… alcuni strumenti usano il machine learning per rendere il lavoro degli artisti più efficiente, ma tutto è stato creato dagli esseri umani.
La produttrice ha rivendicato la centralità del fattore umano nel processo creativo Pixar: Questo film non sarebbe quello che è senza gli esseri umani coinvolti… non solo nella concezione della storia ma nell’animazione, nella performance, nelle scelte su come mescolare sfondi e personaggi. È un processo profondamente umano e collaborativo.
Mescolanza di generi e riferimenti cinematografici
Chong ha raccontato di aver portato nel lungometraggio l’esperienza maturata in televisione con la serie Siamo solo orsi, dove l’esplorazione di molti generi diversi è stata fondamentale. Quando realizzi 148 episodi finisci col giocare con vari toni: un episodio diventa un film horror, un altro un film d’azione folle, poi una commedia assurda. Ho portato tanta di questa energia nel film
, ha spiegato.
Jumpers – Un salto tra gli animali è così pensato come una commistione di commedia, avventura, tonalità dark e perfino incursioni horror. Tra i riferimenti citati dal regista: i film anni ’80 come Gremlins, Beetlejuice e Men in Black, ma anche Mission: Impossible, James Bond, Mad Max, La mosca e il giapponese Pom Poko dello Studio Ghibli, fondamentale per l’idea di mostrare gli animali sia come creature realistiche sia in una versione più “cartoon”.
Anche la colonna sonora riflette questa idea di mescolanza: accanto alla musica originale compaiono brani pop come Working for the Weekend e You Make Me Feel Like Dancing. Chong ha raccontato come spesso siano stati gli story artist a proporre i pezzi più adatti alle sequenze, fino a costruire quasi una "canzone-tema" per ciascun personaggio principale.
Dalla ricerca sul campo all’attivismo
Grindle e Chong hanno spiegato anche il lavoro di documentazione sugli animali protagonisti. Una parte del team è stata in viaggio al Parco di Yellowstone, guidata da biologi, per osservare l’ambiente che avrebbe ispirato il film. Pur non riuscendo a vedere i castori in natura, la produzione si è avvalsa della consulenza della ricercatrice Emily Fairfax, che studia questi animali e ha fornito dettagli poi finiti in scena, come il fatto che i castori si siedano sulla coda o che i piccoli tengano la coda dei genitori mentre imparano a nuotare.
Durante la pandemia, la troupe ha persino organizzato una call su Zoom con uno zoo per osservare da remoto un castoro vero, seguito con la videocamera mentre si muoveva nella vasca, in quella che Chong ha definito la loro prima vera volta
a contatto con l’animale.
Il tema ambientale si lega anche al percorso della protagonista Mabel, che nel film passa dalla solitudine impotente alla scoperta del potere della comunità. È un film che parla di potere
, ha ricordato Chong: Mabel inizia come personaggio senza potere, si scontra con un sindaco che ne ha moltissimo, poi trova una comunità che le dà potere
e impara che la questione cruciale è come usarlo. Re George
, ha aggiunto il regista, è il modello di un potere usato nella maniera giusta, per riunire le persone.
Per costruire questo arco narrativo la produzione ha lavorato con gruppi di giovani attivisti ambientali nell’area degli Studios, ragazzi di 16-17 anni che hanno condiviso il loro vissuto di impegno e solitudine, contribuendo a definire il senso di responsabilità e di peso sulle spalle che Mabel porta con sé all’inizio del film.
Jumpers – Un salto tra gli animali si presenta così come un racconto d’animazione che intreccia intrattenimento, comicità e suggestioni horror con una riflessione profonda sulla nostra relazione con la natura, sulla tecnologia e sull’uso del potere, affidando ai suoi personaggi – umani e animali – il compito di ricordarci che siamo davvero tutti sotto lo stesso cielo.
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